Conservazione

In Amazzonia l’invasione della foresta inizia sempre con l’apertura di una strada. Il taglio illegale di legname pregiato è il primo anello della catena di deforestazione, seguito dall’incendio doloso, che prepara il terreno per l’occupazione agricola e gli allevamenti.

La regione del Rio Jauaperi è u'area di foresta primaria intatta, ma è minacciata dall’apertura di nuove strade, concessioni all’industria del legname, insediamenti umani, espansione dell’agricoltura intensiva e creazione di pascoli. Tutto ciò favorisce la distruzione dell’ambiente e l’occupazione umana incontrollata. In assenza di alternative economiche, gli abitanti tradizionali sono costretti a praticare il bracconaggio e la pesca intensiva, illegale, per il commercio.

La sopravvivenza dell’Amazzonia è intimamente legata ai suoi abitanti, che la difendono controllando la pesca commerciale e la caccia illegale, e la proteggono dagli incendi e dalla deforestazione. Poiché solamente i nativi possono garantire la tutela della foresta, il sostegno degli enti governativi potrebbe fornire soluzioni durature contro le minacce che affliggono l’Amazzonia. Per questo collaboriamo attivamente con le istituzioni pubbliche per preservare la regione del fiume Jauaperi. Ecco alcuni esempi:

 

Agenti ambientali

Numerosi abitanti locali sono stati formati per diventare agenti ambientali volontari dell’IBAMA, l’Istituto Brasiliano di Amministrazione Ambientale. Si tratta di un incarico rischioso poiché non conferisce alcun effettivo potere esecutivo, ma prevede unicamente il monitoraggio del territorio e la denuncia delle attività illegali. Gli agenti ambientali dello Jauaperi hanno subito minacce di morte, in particolare dai pescatori di frodo, e un volontario della comunità di Itaquera è stato vittima di un’aggressione che ha provocato l’incendio della sua casa.

 

Riserva Estrattivista

Dal 2001 il progetto collabora con il Ministero brasiliano dell’Ambiente per includere lo Jauaperi all’interno di un’unità di conservazione, definita Riserva Estrattivista (Resex), che comprenderà un’area più vasta, lungo entrambe le sponde del fiume Jauaperi. Una Resex garantisce agli abitanti locali il diritto all’uso e alla gestione delle risorse naturali, allo scopo di migliorare la propria qualità di vita, avere opportunità di rendita e assicurare il proprio diritto di residenza permanente. Il programma aumenterà l’estensione dell’area protetta a oltre 630mila ettari, ospitando una popolazione di circa mille persone. L’iniziativa è già stata approvata a tutti i livelli del governo brasiliano e attende soltanto il decreto presidenziale per essere confermata. LA RISERVA è STATA UFFICIALMENTE DECRETATA NEL 2018! Leggi qui la notizia di questo grande successo!

 

Accordo di pesca

Una tra le più importanti minacce alla biodiversità e agli abitanti dello Jauaperi è la pesca illegale, che pone le popolazioni tradizionali in conflitto diretto con gli interessi commerciali delle città vicine. Durante la stagione secca, i pesci che possono nascondersi nella foresta allagata quando l’acqua è alta, si concentrano invece nei canali, diventando facile preda dei pescherecci illegali. Queste imbarcazioni utilizzano reti a strascico, conservano sotto ghiaccio le specie pregiate e gettano in acqua i pesci di poco valore commerciale. Intere popolazioni di specie migratorie vengono catturate prima di raggiungere le aree di deposizione delle uova. Il progetto Xixuaú ha collaborato con i partner brasiliani con l’obiettivo di garantire una moratoria per la regolamentazione della pesca commerciale, dal 2006 al 2009. Dopo la scadenza dell’accordo, nel 2009, i pescherecci illegali hanno di nuovo invaso il fiume. Attualmente stiamo lavorando al rinnovo della moratoria.

Un alleato fondamentale nella campagna di creazione della Riserva Estrattivista e contro la pesca illegale è la Rete Rio Negro (RNN), network di coordinamento delle Ong che collaborano alle politiche socio-ambientali del bacino del Rio Negro, costituito da diverse organizzazioni locali come l’Instituto Socioambientale (ISA), la Fundação Vitória Amazônica (FVA), l’Istituto di Ricerca Ecologica (IPÊ) e WWF-Brasile.

 
 
A cura di Chiara Tosi

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